Battistini Vivai

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Micropropagazione

Come si produce?

La micropropagazione o coltura "in vitro" di tessuti vegetali è una tecnica vivaistica utilizzata per la propagazione vegetativa di piante.

Il processo di riproduzione o moltiplicazione delle piante si effettua in laboratorio, con le apparecchiature e la tecnica appropriate, in condizioni di luminosità artificiale (mediante impiego di lampade fluorescenti idonee alla crescita delle piante o luci LED di ultima generazione) e temperatura controllata (mediamente 22°- 24°C).

La coltura "in vitro" si effettua a partire da porzioni di pianta (apici di germogli, gemme, meristemi, nodi, ecc.) provenienti da piante madri controllate dal punto di vista genetico (per la corrispondenza varietale) e sanitario (piante esenti dai principali virus, ad esempio per le drupacee, PPV, PRNV, ecc., oppure esenti da PSA o batteriosi per il kiwi).

Tale materiale vegetale iniziale (espianto), da cui parte tutto il processo di riproduzione, viene allevato in vasi di coltura, di vetro o di plastica, su substrato agarizzato, in condizioni di sterilità mediante sterilizzazione della soluzione nutritiva (terreno di coltura) in autoclave e successive lavorazioni e trapianti in ambiente sterile, sotto cappa a flusso laminare.

Il filo conduttore della micropropagazione è quindi la crescita in sterilità del materiale vegetale.

Gli stadi principale del processo sono: introduzione in vitro, moltiplicazione, allungamento e radicazione.
Il ciclo della micropropagazione si completa con l'uscita de materiale radicato dal laboratorio per la fase di ambientamento in serra, molto delicata e non facile da gestire, che determina il successo della propagazione commerciale su grande scala.

I vantaggi di questa tecnica, affermatasi sempre di più nel tempo, sono essenzialmente la propagazione rapida e in grandi quantità di piante, indipendentemente dall'andamento stagionale, in spazi limitati e in condizioni controllate e l'ottenimento di piante omogenee, uniformi, sane e geneticamente identiche al materiale di partenza.

Cosa si produce?

La specializzazione produttiva del laboratorio è concentrata soprattutto nella produzione di portinnesti certificati per piante da frutto, drupacee in primis (GF677, Garnem, Adesoto, 29C, Gisela 5, ecc.), ma negli anni sono state introdotte sempre più nuove specie e varietà.

La domanda del mercato vivaistico, oltre ai portinnesti, riguarda actinidia (Hayward, Tomuri, Tuscia, ecc.), susino (Angeleno, Fortune, TC Sun, ecc.), nocciolo (Giffoni, Barcelona, Tonda Gentile delle Langhe, ecc.) ma anche piccoli frutti, principalmente mirtilli (Duke, Legacy, Ozarkblue, Chandler, ecc), more, lamponi, ribes, uva spina, amelanchier, fichi, piante orticole (es. radicchi clonali) e diverse piante ornamentali da esterno (Nandine, Hydrangee, ecc.).

La gamma delle piante micropropagate è in continua evoluzione, rispetto al passato, in linea con un mercato sempre più esigente, difficile, competitivo e globale.

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